Tiroidite di Hashimoto e aritmie ventricolari: cosa dice la ricerca
La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune della tiroide che può avere ripercussioni anche sul sistema cardiovascolare. Il rapporto tra tiroidite autoimmune e aritmie ventricolari, tuttavia, deve essere interpretato con attenzione, distinguendo gli effetti della malattia autoimmune da quelli dell’ipotiroidismo che può derivarne.
Le evidenze scientifiche disponibili suggeriscono infatti che il legame più documentato tra funzione tiroidea e aritmie ventricolari sia quello associato alla carenza di ormoni tiroidei, mentre il ruolo diretto dell’autoimmunità tiroidea rimane ancora da chiarire.
Tiroidite di Hashimoto e cuore: qual è il rapporto?
Gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo importante nella regolazione dell’attività elettrica del cuore.
Quando la loro disponibilità diminuisce, come avviene nell’ipotiroidismo, possono verificarsi alterazioni della:
- conduzione cardiaca;
- frequenza cardiaca;
- ripolarizzazione ventricolare;
- funzione dei canali ionici delle cellule cardiache.
Queste modificazioni possono, soprattutto nelle forme più importanti e non trattate di ipotiroidismo, aumentare la predisposizione ad alcune aritmie cardiache.
Ipotiroidismo e aritmie ventricolari
Il dato più consistente presente nella letteratura riguarda proprio l’ipotiroidismo manifesto e non adeguatamente trattato.
La carenza di ormoni tiroidei può determinare modificazioni dell’elettrocardiogramma e, nei casi più importanti, favorire alterazioni della ripolarizzazione ventricolare.
Tra i fenomeni descritti troviamo il prolungamento dell’intervallo QT.
Un QT prolungato può aumentare la predisposizione a particolari aritmie ventricolari, tra cui la torsione di punta (Torsades de Pointes).
Il meccanismo sembra essere collegato, almeno in parte, alla ridotta disponibilità di T3, che può modificare l’attività dei canali ionici cardiaci e alterare la ripolarizzazione ventricolare.
Il prolungamento del QT nell’ipotiroidismo
L’intervallo QT rappresenta un parametro dell’elettrocardiogramma correlato alla durata della depolarizzazione e della ripolarizzazione ventricolare.
Nell’ipotiroidismo significativo possono verificarsi:
- prolungamento del QT;
- aumento dell’eterogeneità della ripolarizzazione;
- modificazioni dell’attività dei canali ionici;
- maggiore predisposizione ad alcune aritmie ventricolari.
Il rischio deve essere valutato considerando anche altri eventuali fattori predisponenti, come alterazioni degli elettroliti, farmaci che prolungano il QT e patologie cardiache concomitanti.
Tiroidite di Hashimoto e tachicardia ventricolare: cosa sappiamo?
Sono stati descritti casi clinici di pazienti con tiroidite di Hashimoto e grave ipotiroidismo nei quali sono comparse aritmie ventricolari, comprese tachicardia ventricolare e torsioni di punta.
In alcuni di questi casi, le aritmie sono regredite dopo la correzione della disfunzione tiroidea.
Queste osservazioni sono importanti, ma devono essere interpretate correttamente: non dimostrano che la tiroidite di Hashimoto provochi direttamente la tachicardia ventricolare.
Il fattore più evidente era infatti rappresentato dal grave deficit di ormoni tiroidei.
Hashimoto in eutiroidismo: esiste un rischio di aritmie?
Una questione più complessa riguarda i pazienti con tiroidite di Hashimoto ma funzione tiroidea normale, cioè in condizioni di eutiroidismo.
Alcuni studi hanno evidenziato modificazioni della ripolarizzazione cardiaca e della variabilità della frequenza cardiaca anche in pazienti eutiroidei con Hashimoto.
Questi risultati potrebbero indicare modificazioni dell’equilibrio del sistema nervoso autonomo o della stabilità elettrica del cuore.
Tuttavia, le evidenze disponibili non dimostrano che la tiroidite di Hashimoto in eutiroidismo determini un aumento significativo della tachicardia ventricolare.
In alcuni studi il monitoraggio Holter ha evidenziato soltanto rare extrasistoli ventricolari, senza registrare episodi di tachicardia ventricolare.
Pertanto, una maggiore vulnerabilità elettrofisiologica non equivale necessariamente alla presenza di una vera e propria aritmia ventricolare clinicamente significativa.
Autoimmunità tiroidea e cuore: un possibile collegamento?
La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune caratterizzata dall’attivazione del sistema immunitario contro la tiroide e dalla presenza di autoanticorpi, soprattutto:
- anticorpi anti-TPO;
- anticorpi anti-tireoglobulina (anti-Tg).
È stata formulata l’ipotesi che alcuni meccanismi dell’autoimmunità possano avere effetti anche sul tessuto cardiaco.
Sono state infatti descritte, seppure raramente, associazioni tra malattie autoimmuni tiroidee e miocardite autoimmune.
In singoli casi clinici sono state inoltre osservate aritmie ventricolari importanti, inclusa la fibrillazione ventricolare.
È però fondamentale sottolineare che un’associazione osservata in un singolo caso clinico non dimostra un rapporto causale tra gli anticorpi anti-TPO, l’autoimmunità tiroidea e l’aritmia.
Tiroidite e tachicardia ventricolare: non tutte le forme sono uguali
È importante distinguere la tiroidite di Hashimoto dalle altre forme di tiroidite.
Sono stati descritti casi di tachicardia ventricolare associata a tiroidite subacuta, ma si tratta di una condizione diversa dalla tiroidite cronica autoimmune di Hashimoto.
Anche la tireotossicosi, cioè la presenza di un eccesso di ormoni tiroidei circolanti, può provocare importanti effetti cardiovascolari.
In questo caso l’aumento dell’attività metabolica e adrenergica può favorire diverse aritmie. La fibrillazione atriale è tuttavia molto più frequente delle aritmie ventricolari.
Hashimoto e aritmie ventricolari: cosa possiamo concludere?
Le evidenze scientifiche disponibili permettono di distinguere alcuni punti fondamentali.
L’ipotiroidismo può favorire le aritmie ventricolari
Un ipotiroidismo manifesto e importante, soprattutto se non trattato, può determinare alterazioni della ripolarizzazione e del QT e aumentare la predisposizione ad alcune aritmie ventricolari.
Hashimoto può essere associata indirettamente alle aritmie
Quando la tiroidite di Hashimoto provoca un ipotiroidismo significativo, il rischio cardiovascolare può essere influenzato dalla carenza di ormoni tiroidei.
In eutiroidismo le evidenze sono ancora limitate
Nei pazienti con Hashimoto e funzione tiroidea normale sono state osservate alcune modificazioni elettrofisiologiche, ma non è attualmente dimostrato che la malattia provochi direttamente tachicardia ventricolare.
Gli anticorpi anti-TPO non sono una causa dimostrata di tachicardia ventricolare
La sola presenza di anticorpi anti-TPO o anti-tireoglobulina non è stata dimostrata come causa diretta di aritmie ventricolari.
Tachicardia ventricolare in un paziente con Hashimoto: quali altre cause considerare?
La comparsa di una tachicardia ventricolare in una persona affetta da tiroidite di Hashimoto non dovrebbe essere attribuita automaticamente alla malattia autoimmune.
È necessario considerare anche altre possibili cause e fattori predisponenti, tra cui:
- cardiopatie strutturali;
- ischemia miocardica;
- alterazioni degli elettroliti, come potassio e magnesio;
- farmaci in grado di prolungare l’intervallo QT;
- canalopatie ereditarie;
- miocarditi;
- altre patologie cardiache.
La valutazione deve quindi considerare contemporaneamente funzione tiroidea, condizioni cardiovascolari, elettrocardiogramma, farmaci assunti e principali fattori di rischio aritmico.
Tiroidite di Hashimoto e aritmie ventricolari: il punto della ricerca
In sintesi, il rapporto tra tiroidite di Hashimoto e aritmie ventricolari non può essere considerato un rapporto diretto e già dimostrato.
Il collegamento più documentato passa attraverso l’ipotiroidismo: una significativa carenza di ormoni tiroidei può modificare la ripolarizzazione ventricolare, prolungare il QT e, in determinate condizioni, favorire aritmie ventricolari.
Il possibile ruolo autonomo dell’autoimmunità tiroidea, invece, rimane un’area di ricerca. Le osservazioni disponibili suggeriscono possibili effetti elettrofisiologici anche in pazienti eutiroidei, ma non sono sufficienti per stabilire che la tiroidite di Hashimoto provochi direttamente la tachicardia ventricolare.
Per questo motivo, in presenza di un’aritmia ventricolare, è importante non attribuire automaticamente il disturbo alla tiroidite autoimmune, ma procedere a una valutazione cardiologica e tiroidea completa.