Le paratiroidi sono quattro piccole ghiandole endocrine situate posteriormente alla tiroide, generalmente disposte in due ghiandole superiori e due inferiori.
Nonostante la loro vicinanza anatomica, le paratiroidi non fanno parte della tiroide: sono organi distinti, con una funzione completamente diversa ma altrettanto importante.
Il loro compito principale è produrre il paratormone (PTH), un ormone fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio del calcio nel sangue, indispensabile per il corretto funzionamento di numerosi organi e apparati.
A cosa servono le paratiroidi?
Le paratiroidi regolano il metabolismo del calcio e del fosforo, contribuendo a mantenere costante la concentrazione di questi minerali nell’organismo.
Il calcio è essenziale per numerose funzioni vitali, tra cui:
- contrazione dei muscoli, compreso il muscolo cardiaco;
- trasmissione degli impulsi nervosi;
- coagulazione del sangue;
- mantenimento della salute delle ossa e dei denti.
Il ruolo del paratormone (PTH)
Il paratormone (PTH) viene rilasciato quando il livello di calcio nel sangue diminuisce.
Il suo compito è riportare rapidamente la calcemia entro valori normali attraverso diversi meccanismi:
- aumenta il riassorbimento del calcio a livello dei reni;
- stimola l’attivazione della vitamina D, favorendo l’assorbimento intestinale del calcio;
- quando necessario, mobilizza calcio dalle ossa.
Quando i livelli di calcio tornano nella norma, la produzione di PTH diminuisce automaticamente, mantenendo un delicato equilibrio dell’organismo.
Malattie delle paratiroidi
Le principali patologie delle paratiroidi sono:
- iperparatiroidismo, caratterizzato da un’eccessiva produzione di PTH;
- ipoparatiroidismo, dovuto a una produzione insufficiente di PTH.
Entrambe le condizioni alterano il metabolismo del calcio e possono provocare sintomi anche importanti.
Iperparatiroidismo
L’iperparatiroidismo è una condizione in cui una o più paratiroidi producono una quantità eccessiva di paratormone (PTH).
L’aumento del PTH determina un incremento della calcemia e un’alterazione del metabolismo calcio-fosforo.
Si distinguono tre forme principali.
Iperparatiroidismo primario
L’iperparatiroidismo primario è causato da un problema che interessa direttamente una o più paratiroidi.
La causa più frequente è l’adenoma paratiroideo, un tumore benigno che interessa una singola ghiandola.
Più raramente possono essere presenti:
- iperplasia di più paratiroidi;
- forme ereditarie o familiari.
Esami di laboratorio
Generalmente si riscontrano:
- PTH elevato;
- calcio elevato;
- fosforo spesso ridotto.
Sintomi e complicanze
L’iperparatiroidismo primario può causare:
- calcoli renali;
- osteopenia e osteoporosi;
- dolori ossei;
- dolori muscolari;
- stanchezza cronica;
- difficoltà di concentrazione;
- alterazioni dell’umore.
Iperparatiroidismo secondario
Nell’iperparatiroidismo secondario le paratiroidi sono sane, ma vengono continuamente stimolate a produrre PTH a causa di altre malattie.
Le cause più comuni sono:
- insufficienza renale cronica;
- carenza di vitamina D;
- ridotto assorbimento intestinale del calcio.
Esami di laboratorio
Di norma si osservano:
- PTH elevato;
- calcio normale o basso.
Il trattamento consiste principalmente nella correzione della causa che ha determinato l’alterazione.
Iperparatiroidismo terziario
L’iperparatiroidismo terziario rappresenta l’evoluzione dell’iperparatiroidismo secondario nei pazienti affetti da malattia renale cronica di lunga durata.
Con il tempo le paratiroidi possono diventare autonome e continuare a produrre elevate quantità di PTH anche quando lo stimolo iniziale non è più presente.
Ipoparatiroidismo
L’ipoparatiroidismo è la condizione opposta all’iperparatiroidismo.
Le paratiroidi producono una quantità insufficiente di PTH, determinando una riduzione del calcio nel sangue (ipocalcemia).
Cause dell’ipoparatiroidismo
Le cause più frequenti comprendono:
- interventi chirurgici alla tiroide con danneggiamento accidentale delle paratiroidi;
- malattie autoimmuni;
- anomalie genetiche congenite (più rare).
Esami di laboratorio
L’ipoparatiroidismo è generalmente caratterizzato da:
- PTH basso;
- calcio basso;
- fosforo elevato.
Sintomi dell’ipocalcemia
La riduzione del calcio nel sangue può provocare sintomi di diversa intensità.
I più comuni sono:
- formicolio alle labbra;
- formicolio alle dita delle mani e dei piedi;
- crampi muscolari;
- spasmi muscolari;
- tetania (contrazioni involontarie persistenti).
Nei casi più gravi possono comparire:
- alterazioni del ritmo cardiaco;
- convulsioni.
Come si diagnosticano le malattie delle paratiroidi?
La diagnosi si basa sull’integrazione di dati clinici, esami di laboratorio ed esami strumentali.
Gli accertamenti più utilizzati comprendono:
- Esami del sangue per il dosaggio di PTH, calcio, fosforo e vitamina D;
- Ecografia del collo per individuare eventuali adenomi paratiroidei;
- indagini di medicina nucleare, come la Scintigrafia paratiroidea con sestamibi, nei casi in cui sia necessario localizzare con precisione una ghiandola iperfunzionante.
Come si curano le patologie delle paratiroidi?
Il trattamento varia in base alla patologia e alla sua gravità.
Per l’iperparatiroidismo
Le opzioni terapeutiche possono includere:
- monitoraggio clinico nei casi lievi;
- trattamento della causa sottostante;
- intervento chirurgico di paratiroidectomia, indicato soprattutto in presenza di adenoma paratiroideo o complicanze.
Per l’ipoparatiroidismo
La terapia consiste generalmente nella somministrazione di:
- integratori di calcio;
- vitamina D attiva (calcitriolo o analoghi);
- terapia sostitutiva con PTH ricombinante, riservata a casi selezionati.
Quando è consigliabile una visita specialistica?
È opportuno rivolgersi a uno specialista in presenza di:
- valori alterati di calcio o PTH agli esami del sangue;
- calcoli renali ricorrenti;
- osteoporosi precoce o inspiegata;
- crampi muscolari frequenti;
- formicolii persistenti;
- storia di interventi chirurgici alla tiroide.
Una diagnosi precoce delle malattie delle paratiroidi consente di intervenire tempestivamente, prevenendo complicanze a carico di ossa, reni, sistema nervoso e apparato cardiovascolare, e migliorando significativamente la qualità di vita del paziente.